Cosa dice il decreto sulle rinnovabili?

Che cos’è il decreto rinnovabili e cosa prevede

Dal 10 agosto 2019 è entrato in vigore il decreto sulle rinnovabili Fer 1, relativo agli incentivi per le fonti rinnovabili del 4 luglio. Firmato dai ministri dell’Ambiente e dello Sviluppo Economico, riguarda l’incentivazione dell’energia elettrica prodotta dagli impianti eolici on shore, impianti fotovoltaici, idroelettrici e a gas residuati dei processi di depurazione. 

Decreto rinnovabili 2019: cosa c’è da sapere

Secondo gli esperti il decreto rinnovabili appena entrato in vigore attiverà la realizzazione di impianti per una potenza complessiva di circa 8 mila MW, determinando un aumento della produzione da fonti rinnovabili di ben circa 12 miliardi di kWh, con relativi investimenti per 10 miliardi di euro. Ma di cosa si tratta nello specifico?

Il decreto ha lo scopo di incentivare la diffusione degli impianti fotovoltaici, eolici on shore, idroelettrici e a gas di depurazione. Dare impulso alla produzione di energia rinnovabile è infatti molto importante per la salute del pianeta e dell’uomo, ma anche per creare nuovi posti di lavoro, puntando alla transizione energetica, in un’ottica di decarbonizzazione. 

Promozione di efficacia, efficienza e sostenibilità

Questi gli obiettivi anche a lungo termine che ci si pone tra il 2020 e il 2030, partendo dall’incentivazione della produzione elettrica da impianti alimentati da fonti rinnovabili. 

Il testo del decreto sulle rinnovabili prevede degli incentivi che danno priorità a:

  • impianti realizzati su discariche e lotti di discarica chiusi e ripristinati, cave non suscettibili di ulteriore sfruttamento estrattivo e Siti di Interesse Nazionale ai fini della bonifica;
  • impianti realizzati su scuole, ospedali ed altri edifici pubblici, con riguardo ad impianti fotovoltaici i cui moduli sono installati in sostituzione di coperture di edifici e fabbricati rurali su cui è operata la completa rimozione dell’eternit o dell’amianto;
  • impianti idroelettrici che rispettino le caratteristiche costruttive del D.M. 23 giugno 2016 ed impianti alimentati da gas residuati dai processi di depurazione che prevedono la copertura delle vasche del digestato;
  • tutti gli impianti connessi “in parallelo” con la rete elettrica e con le colonnine di ricarica delle auto elettriche, a condizione che la potenza complessiva di ricarica non sia inferiore al 15% della potenza dell’impianto e che ciascuna colonnina abbia una potenza di almeno 15kW.

Quali impianti sono ammessi all’incentivo?

Previa partecipazione alle procedure pubbliche per la selezione dei progetti, possono accedere ai meccanismi di incentivazione, gli impianti che rientrano in determinate categorie:

  • Impianti di nuova costruzione, integralmente ricostruiti e riattivati, di potenza inferiore a 1 MW;
  • impianti oggetto di interventi di potenziamento qualora la differenza tra la potenza dopo l’intervento e la potenza prima dell’intervento sia inferiore a 1 MW;
  • impianti oggetto di rifacimento di potenza inferiore a 1 MW.

Inoltre possiamo aggiungere che sono esclusi dagli incentivi gli impianti che in passato ne hanno già usufruito e che, quelli fotovoltaici che hanno vanno a sostituire coperture in amianto o eternit hanno anche diritto a un premio pari a 12 €/MWk su tutta l’energia prodotta; per quelli che invece hanno una potenza fino a 100kW il premio è pari a 10 € al MWh.

Continua a seguire il nostro blog per eventuali aggiornamenti sull’argomento del decreto sulle rinnovabili 2019. 

Ing. Giuseppe Mariniello

 

Ing. Giuseppe Mariniello

Ufficio tecnico

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