Coronavirus e inquinamento: come il virus diminuisce lo smog

Che rapporto c’è tra coronavirus e inquinamento atmosferico?

Per quasi 60 giorni il mondo così come lo conosciamo è cambiato e si è “fermato”, per poi “riaccendere i motori” lentamente in questi giorni. Il contagio da Covid-19 ha determinano il blocco di milioni di persone, della mobilità e delle attività produttive con degli effetti però positivi sulla nostra atmosfera. Ma in che modo coronavirus e inquinamento sono collegati?

Lockdown: gli effetti positivi sull’ inquinamento 

Già a inizio marzo in Cina la coltre di smog era stata portata via dal coronavirus, o meglio dagli effetti del lockdown: nella regione di Wuhan, epicentro dell’epidemia, infatti, era calato considerevolmente il livello del biossido di azoto (NO2), il gas nocivo emesso dai veicoli a motore e dalle fabbriche. 

Anche in Italia poi, lo stop forzato ha fatto registrare, nel mese di aprile, una riduzione attorno al 40% di questo gas nell’aria che, secondo uno studio del “Center research on Energy and clean air” di Helsiski, ha evitato la morte di 1500 persone in Italia e 11 mila in tutta Europa. Il biossido di azoto, infatti, è molto pericoloso per la salute umana, al punto che ad esso sono state imputate più di 14 mila morti premature solo nel 2016. 

Da dove proviene il biossido di azoto (NO2)?

Tra le principali fonti di emissioni di NO2 ci sono:

  • I veicoli, soprattutto quelli alimentati a diesel
  • Impianti di riscaldamento civili e industriali 
  • Centrali per la produzione di energia 

Processi industriali ad ampio spettroFacile intuire, quindi, perché lockdown da coronavirus e inquinamento sono strettamente collegati sia in Italia che nel resto dei paesi colpiti dal contagio. Ma a questo punto è importante chiedersi: una volta che le fabbriche, le industrie e il traffico cittadino torneranno a pieno regime, è possibile comunque contribuire alla riduzione delle emissioni nocive nell’atmosfera?

Coronavirus e inquinamento: ecco le soluzioni green per il post-lockdown 

L’assenza di auto e lo stop forzato di molti processi produttivi hanno ridotto drasticamente l’inquinamento dell’aria, che però è un problema che dobbiamo affrontare  e combattere sempre a casa e in azienda. In particolare è possibile:

  • Ridurre lo spreco energetico con degli accorgimenti.
  • Scegliere le fonti di energia rinnovabili limitando o eliminando del tutto la combustione dei combustibili fossili (carbone e petrolio) per produrre energia. 

In concreto, una delle azioni più importanti da compiere, soprattutto nelle grandi aziende, riguarda l’installazione di un impianto fotovoltaico, che sfrutta l’energia solare per produrre energia elettrica, scaldare l’acqua e quindi alimentare gli elettrodomestici e anche gli impianti produttivi.  

Non buttiamo via uno dei pochi aspetti positivi del lockdown da coronavirus e continuiamo a contribuire ad una riduzione dell’inquinamento atmosferico. 

Anche noi abbiamo a cuore la salute, dei nostri clienti e lavoratori in primis, per questo sono stati sanificati sia gli uffici che le sedi, e ogni figura professionale lavora nel rispetto delle nuove misure di legge. In più, puoi decidere di richiedere un incontro in loco o persino una supervisione da remoto. Per ricevere maggiori informazioni contatta gli esperti di Ecotecno Group. 

La luce solare è la fonte più abbondante di energia potenziale sul pianeta. Se sfruttata correttamente, potrebbe facilmente soddisfare, e superare, la domanda di elettricità attuale e futura.
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